HISTORY OF MEDICINE - STORIA DELLA MEDICINA

The Etruscan Medicine - La Medicina Etrusca

Un giorno di circa tremila anni fa, Tarconte, il fondatore della città di Tarquinia, mentre era intento a dissodare un campo, vide apparire da dietro una zolla di terra un giovane di nome Tagete che gli rivelò quella che passò alla storia col nome di " ETRUSCA DISCIPLINA ".


L'Etrusca Disciplina racchiude tutto lo scibile culturale, tecnico, sociale e religioso che caratterizzò e distinse la Civiltà Etrusca in ogni momento della sua esistenza.


Per oltre mezzo millennio, la cultura e la tecnologia etrusca sono state trainanti per i popoli italici e non è escluso che la stessa Roma ne sia stata largamente influenzata anche dopo il periodo di convivenza durante la monarchia (753 - 509 a.C.).


Il sistema sociale e politico Etrusco era caratterizzato da una confederazione di Città-Stato, ognuna delle quali era governata da un Re-Sacerdote: il Lucumone.
Il Lucumone era anche il custode dell'Etrusca Disciplina che racchiudeva pure tutte le nozioni riguardanti la prevenzione ed il trattamento medico.
Non possiamo parlare di un tipo di medicina Etrusca differente dalle altre praticate in quel periodo dalle diverse civiltà mediterranee e non: Cinese, Indiana,Egiziana, Persiana, Ebraica, Greca etc., ma di un'ottimizzazione di ciò che di meglio esse potevano offrire.

Nel campo della prevenzione, essendo gli Etruschi profondi conoscitori della Terra e dei suoi tesori ed insidie, davano un'estrema importanza all'igiene personale, alla scelta dell'habitat in cui vivere, all'alimentazione ed all'attività fisica. Alla base di tutto c'era l'acqua che fortunatamente abbondava nel Paese che essi abitavano e le loro città erano tutte costruite su fiumi o torrenti che venivano regolarmente bonificati anche attraverso speciali gallerie dotate di lastre di piombo perforate e drenati nei punti dove avrebbero potuto ristagnare e quindi, provocare la formazione di agenti malarici.


Va ricordato che fu uno dei re Etruschi di Roma, Tarquinio Prisco, a costruire la famosa "Cloaca Maxima dell'Urbe.


Le numerose sorgenti di acqua calda provenienti dal sottosuolo vulcanico dell'Etruria, erano intensamente sfruttate per la cura delle più svariate patologie, come d'altronde si continua a fare tutt'oggi negli stessi luoghi: Saturnia, Viterbo, Chianciano etc.


Il Greco Teofrasto (IV sec. a.C.), successore di Aristotele, e profondo conoscitore di botanica, dice che pure Eschilo (VI sec. a.C.) affermava che "l'Etruria è un paese ricco di farmaci".

La farmacologia Etrusca era sostanzialmente fitoterapica ma includeva pure alcuni minerali come la limatura e l'ossido di ferro (anemie) rame (infiammazioni) ed alcuni sali come sodio e potassio etc.


Le piante medicinali usate sono più o meno quelle in uso nella fitoterapia odierna come ad esempio: la scammonea (itterizia), il ricino (purgante), aglio e cipolla (battericidi), timo (vermifugo), camomilla etc. Altri "farmaci" molto usati erano il cavolo e il vino.


Nel campo chirurgico abbiamo molte testimonianze dell'attività Etrusca dal ritrovamento di strumenti conservati in diversi musei e soprattutto, per quanto riguarda l'ortopedia, dalle numerose fratture ricomposte riscontrate sugli scheletri ritrovati che dimostrano che il soggetto ha continuato a vivere dopo l'intervento. Il taglio cesareo era previsto ma solo in caso di minaccia di morte della partoriente.


L'anatomia degli organi interni era praticata solo sugli animali dato che gli Etruschi avevano un profondo rispetto per il corpo dei defunti. L'organo più studiato era il fegato dato che era considerato la fonte del sangue. Il compito dello studio era affidato all'aruspice che ne conosceva ogni minimo particolare e nel corso di tale operazione prevedeva nella posizione di determinati punti particolari, svariati eventi che sarebbero accaduti. La struttura del corpo umano era invece insegnata tramite speciali riproduzioni del medesimo in terracotta.

Ma il settore nel quale gli Etruschi emergevano è senza dubbio l'odontoiatria. In diversi musei sparsi in tutto il mondo esistono teschi con protesi dentarie, prevalentemente d'oro, di fattura altamente perfetta e sofisticata tale da stupire i moderni odontotecnici e dentisti.


Gli Etruschi erano rinomati in tutto il mondo allora conosciuto per la loro abilità nel lavorare qualsiasi metallo ma specialmente con l'oro ed il rame avevano scoperto delle tecniche rimaste ineguagliate per diversi secoli. Per primi hanno introdotto e sviluppato la granulazione e la filigrana che permettevano lavorazioni precise, funzionali e raffinate.

I denti che dovevano sostituire quelli mancanti sostenuti dai ponti in oro, non potendo essere ottenuti da cadaveri, venivano ricavati in prevalenza da animali e quindi sagomati e adattati perfettamente al sistema masticatorio del paziente.

La tecnologia e la perizia medica Etrusca è stata in seguito ereditata dai Romani che all'inizio del secondo secolo a.C., hanno aperto le porte pure alla emergente medicina Greca pur mantenendo come base quella appresa dai loro maestri Etruschi.

A cura del Dott. Gionanni Bongini