HISTORY OF MEDICINE - STORIA DELLA MEDICINA

The Primitive Medicine - La Medicina Primitiva

 

La medicina popolare

E' un miscuglio di medicina primitiva, empirismo, magia e religione.


Riconosce a determinate persone, quasi sempre donne (le streghe), la capacità di fare il male e di toglierlo. Per provocare le più svariate patologie si ricorre alle fatture che possono essere eseguite indirettamente (operando un transfert della vittima designata su figure, statuette o oggetti che la rappresentano) oppure direttamente gettandole addosso o facendole ingoiare, senza che se ne accorga, sostanze di vario genere di solito di carattere macabro e ripugnante (ossa umane polverizzate, sperma, sangue mestruale). Spesso si usano anche spilli, nodi e altri oggetti che vengono posti nel letto e nei vestiti. Le malattie possono infine essere causate anche dalla semplice invidia e dal malocchio, un fluido che viene emanato talvolta inconsapevolmente dagli occhi delle persone che lo posseggono. C'è poi la magia del bene sia per le malattie provenienti da fattura, sia per le affezioni più comuni: nel primo caso se ne occupano le streghe, nel secondo invece persone dotate di particolari virtù (settimini, appartenenti a certe famiglie ecc.) mediante toccamenti ed enunciazione di determinate formule e preghiere.


Da non dimenticare infine il ricorso alla sfera religiosa che talvolta, nonostante il divieto della Chiesa, sconfina in un senso di magismo e superstizione quando arriva a far ingoiare polvere di intonaco di alcune cappelle o immagini di santi.

 

La medicina primitiva presso i selvaggi

I popoli primitivi attualmente viventi uniscono l'interpretazione soprannaturale a un empirismo spesso assai progredito. Tutte quelle patologie che sono causate da agenti ben definibili (traumi, morsi di animali, parassitosi ecc.) sono trattate con rimedi naturali dettati da una ricerca empirica, mentre quelle la cui causa non è evidente (qualsiasi patologia interna) sono attribuite all' influenza di divinità, maghi o stregoni. In ogni caso è sempre l'elemento magico ad avere il sopravvento nella diagnosi e nella cura che sono esclusiva competenza dei guaritori.


L'eziologia di qualsiasi patologia è spesso associata a un peccato commesso, anche involontariamente, dal paziente contro divinità, stregoni, individui o oggetti dichiarati tabù (re, guerrieri, persone in lutto, donne mestruate, puerpere, chiunque abbia a che fare con cadaveri, alcuni animali) con i quali è proibito ogni contatto. Lo stregone ha poi la facoltà di causare la malattia in moltissimi modi se ha a disposizione parti del corpo della vittima (unghie, capelli), oggetti o avanzi di cibo; in mancanza di ciò può ricorrere ad altri procedimenti come l'infissione di chiodi o spilli in feticci. Anche i demoni e le anime dei morti sono ritenuti in grado di provocare malattie.


Per difendersi dalle malattie si fa ricorso ad abluzioni, all'uso di amuleti, alla somministrazione di erbe medicamentose oppure anche a cerimonie e riti collettivi a cui partecipa tutto il villaggio con a capo lo stregone: talvolta si cerca di scacciare il demone responsabile della malattia spaventandolo, talvolta allettandolo, altre volte ancora si ricorre al sacrificio o all'allontanamento di un capro espiatorio.

 

Medicina nella preistoria

Come detto in precedenza, gli unici reperti di paleopatologia a nostra disposizione sono relativi a lesioni dello scheletro: si tratta di fratture (spesso ben consolidate), affezioni dentarie, problemi reumatici, rachitismo. Da ricordare il rinvenimento di crani trapanati che presentano processi di rigenerazione ossea, per cui si può affermare che l'intervento venne effettuato su un individuo vivo.